MAPPA EMOZIONALE

PAESAGGIO CONDIVISOmappatura emozionale di Concordia sulla Secchia e Medolla.

Agendo su un ritrovato rapporto “emozionale” con la propria città, il laboratorio ha voluto aprire uno sguardo diverso sui luoghi colpiti dal sisma, raccogliendo insieme agli abitanti impressioni e pensieri sul passato e il presente, e ipotizzando azioni per il futuro. Le immagini emerse hanno permesso di tracciare un atlante emotivo dei luoghi, ovvero di disegnare una mappa di comunità che si manifesta come un paesaggio condiviso e dunque come un orizzonte comune di azione per promuovere esperienze positive e incentivare le relazioni urbane e l’interazione sociale.

Il laboratorio di comunità PAESAGGIO CONDIVISO è stato sviluppato con l’obiettivo di sollecitare una riflessione sui cambiamenti subiti in seguito al sisma del 2012 dal paesaggio urbano di Concordia sulla Secchia e di Medolla, con particolare riferimento alla riscoperta di quei caratteri che lo distinguono come un bene collettivo, in contrapposizione con tutti quegli elementi che al contrario rappresentano e spesso incentivano un uso “privato” (nel più ampio senso del termine, ovvero “non fruibile” dalla collettività perché abbandonato, negato, chiuso, non agibile ecc.) della città. L’attività è stata inoltre pensata per rafforzare il carattere collettivo/pubblico di un ambiente urbano compromesso e provato dall’evento calamitoso del 2012, interrogando gli abitanti sul proprio senso di appartenenza e cura così come sul tempo e sulle condizioni di compresenza della popolazione nello spazio pubblico della città. Aprendo uno sguardo sugli elementi che condizionano la percezione del paesaggio, il laboratorio ha avuto come ulteriore finalità l’individuazione di azioni collettive per agire sul miglioramento della sua qualità percettiva come primo passo per restituire agli abitanti la possibilità di riappropriarsi, attraverso il paesaggio, del proprio ambiente di vita. Il laboratorio si è svolto in occasione di un evento significativo per la città (nel caso di Concordia sulla Secchia, la Fiera d’Ognissanti, mentre per Medolla l’evento finale di CRATERI), durante il quale gli abitanti sono stati sollecitati a lasciare un ricordo, un’emozione, un aggettivo su alcuni luoghi pubblici per loro particolarmente significativi. Agendo su un ritrovato rapporto “emozionale” con la città, attraverso il laboratorio è stata realizzata una mappatura in cui la comunità ha avuto occasione di condividere il proprio sguardo su luoghi “centrali” per il proprio territorio, riflettendo sui mutamenti subiti prima del terremoto e durante la ricostruzione e interrogandosi sui passaggi futuri. Lavorando sulla percezione e sull’esperienza diretta negli spazi della città, il processo di mappatura ha quindi sollecitato l’importanza di riconoscere un paesaggio condiviso come condizione per fare esperienze positive e dunque promuovere la qualità urbana e l’interazione sociale. Le impressioni raccolte sulle due città hanno così definito un atlante emozionale, ovvero una mappa dei desiderata di comunità, continuamente implementabile, da utilizzare in accompagnamento al processo di rigenerazione urbana dei due Comuni. La componente emozionale/percettiva si definisce perciò come un “elemento software” che si aggiunge alla mappatura tecnica (“hardware”), arricchendo di significato i territori oggetto dell’attività: attraverso tale mappatura le amministrazioni hanno così a disposizione un atlante di luoghi da cui tracciare, perchè più vivi nell’immaginario della gente, nuove traiettorie per il futuro.
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I pannelli con i sentimenti dei cittadini di Concordia